Banner_NadiaPrato_1100x214

Nel Giugno 2013 mi sono trovata a dover imparare come si fa a gestire un blog in ambiente wordpress. L’esigenza era nata per un’Associazione di psicologia, che ha come obiettivo la promozione della cultura dell’inconscio, di cui sono socia fondatrice insieme ad altri otto psicologi (Associazione Punto D). Fra i vari sogni nel cassetto avevo, da tempo, quello di creare uno spazio di riflessione e di raccolta di storie di errori, e dintorni, che rivalutassero l’importanza dell’Errore nelle nostre vite personali e professionali. Armata di tanta buona volontà, mi sono lanciata in una fra le mie leve preferite di apprendimento, soprattutto in campo informatico: il learning by doing, ed è nato il mio blog:

Paratus semper doceri (Errori, Fallimenti, Sconfitte Ri-Generanti – Biografie che insegnano) (link)

Copia-incollo qui di seguito la pagina del mio blog “L’idea di questo blog”:

Sono stata una bambina a dir poco vivace, amante di ogni tipo di esperienza che la vita potesse donarmi. Mi piaceva cimentarmi in tutto quello che l’ambiente, che in quel momento mi ospitava, mi poteva offrire.

Con gli amichetti giocavamo ai giardinetti nella Torino di periferia degli anni ’60, fino allo sfinimento. La giostra girava a tutte le velocità che le nostre manine potevano permettersi, fino a vedere tutto il mondo che continuava a girare anche quando scendevamo; con lo scivolo eravamo pronti a spiccare il volo; la scala di ferro verticale e orizzontale ci faceva sentire nella foresta lanciandoci da un piolo all’altro insieme all’altalena che spingevamo con tutta forza per arrivare a farci sfiorare dalle foglie dell’albero.

I lividi doloranti; le sbucciature, alle ginocchia e ai gomiti soprattutto; le vesciche ai palmi delle mani ci intimavano la resa…per quella giornata. In poco tempo avevamo imparato tutti i metodi (una rinfrescata sotto il rubinetto dei giardinetti, un cerotto o un fazzoletto legato intorno alla ferita, una stretta forte e qualche urlo e/o pianto in attesa che il tempo del dolore passasse) per rimediare alle nostre débâcle e per iniziare un’altra avventura. Le croste, alle ginocchia soprattutto, alle volte duravano un po’ troppi giorni facendo male al primo colpo, ma ci insegnavano a cambiare gioco e a fare nuove esperienze.

Da bambini si sa che l’errore è fondamentale per accedere a un livello superiore di conoscenza e di pratica. Mano a mano che si cresce negli anni, l’errore incomincia a dare fastidio fino a trasformarsi da un alleato alla crescita a un nemico da temere e, soprattutto, evitare. E questo avviene a livello sia individuale che collettivo.

Nel lavoro all’interno delle organizzazioni ho spesso notato la velocità con cui si nasconde un errore, invece di condividerlo dandogli la possibilità di fruttificare in un patrimonio comune che diventa terreno fertile di crescita.

Questo blog nasce con l’intento di rivalutare l’errore raccogliendo storie e biografie che negli anni mi hanno colpita per l’utilità che gli errori hanno avuto. Nutro un desiderio per questo blog: che diventi uno spazio comune di riflessione, uno spazio di tutti e per tutti, per valorizzare l’importanza dell’errore.

Ho scelto di usare il mio ex libris come testata e come immagine del blog per il significato che hanno per me: il timbro con l’elefantino lo acquistai in una bancarella di Covent Garden nel 1994 e la scritta “Paratus semper doceri” la conobbi grazie a un libro di Normann:

“Nella gestione strategica delle aziende di servizi riuscirà ad avere successo solo chi sarà dotato di un grande bagaglio culturale. Dico culturale, non erudizione. La cultura è la capacità di capire i valori della storia e di trasmetterli; è la volontà di dare un senso, anche la di là del tempo, alla propria vita reale. Proprio per questo la cultura non si improvvisa, non è affidabile a strumenti, ma si alimenta solo come disponibilità ad apprendere. Il presidente di una grande multinazionale mi confidava un giorno: “Se dovessi ritornare giovane apprenderei subito l’arte di imparare dagli altri”. Gli feci omaggio dello stemma del cardinale più colto del secolo, originario di una frazione di Reggio Emilia, Giovanni Mercati: “Paratus semper doceri” (Sempre pronto ad apprendere). La disponibilità a imparare è la caratteristica del management dei servizi. Imparare da tutti e ovunque, senza mai dire di no. Sulla scia di Eraclito: “Se non cerchi l’inaspettato, non troverai mai la verità”.

Solo questa disponibilità ad apprendere introdurrà stabilmente nel cuore dei servizi. E’ nostra impressione che i servizi siano un mondo attraversato e costruito su tre parole chiave: la tecnologia, l’apprendimento e la cultura. (…) Ma nessuno è disposto a imparare se non possiede valori che legittimino nuovi sforzi, se non ha la cultura del cambiamento.”


Gianfranco Piantoni, Milano, marzo 1985, p. XXIII della sua introduzione al libro di
Richard Normann, La gestione strategica dei servizi, Etas, 1992

 

 

 

 

 

[DI COSA MI OCCUPO] [LA MIA STORIA] [ATTIVITA' PRINCIPALI] [FORMAZIONE AI PRIVATI] [INFO] [SITI AMICI] [JUSTE CONFIANCE] [Regolina] [Analisi attività] [Copiare gli altri] [Racconti di formazione] [Blog - Importanza Errore] [Blog-Bambino&MalattiaGenitore] [Associazione Punto D] [Pagina facebook]